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Diamond 13: Soldi sporchi e poliziotti corrotti

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Diamond 13, pellicola prodotta da Olivier Marchal e diretta da Gilles Behat, con lo stesso Marchal, Gerard Depardieu e Asia Argento protagonisti, dimostra come il polar, poliziottesco alla francese, vada nuovamente di moda al cinema. Si tratta di una pellicola senza troppe pretese, con una trama ed uno svolgimento piuttosto scontati e che nulla insegna di nuovo al cinema di genere. Eppure non delude lo spettatore, probabilmente perché tutto quello che ci si aspetta viene concesso.

Mat (Depardieu) é poliziotto alla divisione criminale. Personaggio solitario e tormentato, riceve la chiamata di un vecchio amico, Franck (Marchal), che gli propone un piano per "deviare" dei soldi sporchi. Potrebbe essere la svolta della sua vita o una discesa verso l’inferno in terra. Un film mediocre ma che dimostra l’assoluta vitalità di un filone che sembra continuare ad appassionare il pubblico nonostante tutto. La macchina da presa si muove come se stesse riprendendo un film per la tv ma tutte le regole del polar vengono rigorosamente rispettate e questo dimostra come sia elevato paragonato al singolo caso. Tutti i clichè immaginabili sono presenti nella sceneggiatura: locali notturni (con Lussemburgo che finisce per sembrare New York), agenti corrotti, la femme fatale e il commissario dai metodi violenti. Su tutto risalta il grande impegno recitativo messo da Depardieu del suo ruolo di protagonista. Bravo Marchal. Asia Argento… bè ci limitiamo a dire che è quella di sempre.

Promuovere Diamond 13 senza pensarci troppo sarebbe esagerato, bocciarlo completamente sarebbe allo stesso modo un errore. Se fossimo sui banchi di scuola si direbbe che l’alunno si impegna ma può fare molto di più. Uscendo dal cinema la sensazione è quella di aver visto ciò che ci si aspettava ma che si poteva avere tanto altro ancora.

poliziesco alla francese senza troppe pretese che si poggia su un grande Depardieu

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