MovieSushi

Diabolik sono io

Ti conosco mascherina

di

Dopo il lontano film di Mario Bava (1968), prima del prossimo trattamento per mano dei Manetti Bros, torna su grande schermo Diabolik, personaggio amatissimo, creato nel 1962 dalle Sorelle Giussani, Angela e Luciana, per la casa editrice Astorina, disegnato sulle fattezze di Robert Taylor. Per ripercorrere la storia gloriosa di questo fumetto, di questo personaggio, il documentario diretto da Giancarlo Soldi, da lui scritto insieme a Mario Gomboli, storico curatore di oggetti del fumetto, ricorre a un escamotage narrativo. Immagina infatti che Angelo Zarcone (affidato all’attore Luciano Scarpa), fantomatico disegnatore del primo numero, detto “il tedesco”, scomparso poi subito dopo senza lasciare traccia (questa è realtà, non fiction) sia invece sopravvissuto a un incidente automobilistico, già malato e afflitto da una grave forma di amnesia. Ma un brandello di memoria continua a indirizzare l’uomo verso Diabolik, inducendolo a pensare dopo varie traversie di essere proprio lui quell’inafferrabile personaggio di cui stanno parlando giornali e tv. Questo offre il pretesto per inanellare una serie di dichiarazioni di altri noti disegnatori e scrittori, come Milo Manara, Alfredo Castelli, Tito Faraci, Gianni Bono, Giuseppe Palumbo, Carlo Lucarelli, oltre che per mostrare una ricca collezione di materiale anche inedito sulle due ineffabili Sorelle, soavi signore borghesi che mai si sarebbero dette capaci di simili audacie. Le storie erano pubblicate su albi tascabili, per venire incontro alle esigenze dei pendolari, dal costo contenuto, e avevano raggiunto tirature altissime, tradotte pure in esperanto, diventando un vero e proprio fenomeno di costume, attirando così ire censorie grazie anche allo spregiudicato rapporto di Diabolik con l’amante/complice Eva Kant (disegnata, si dice, sulle fattezze di Grace Kelly). Il puro criminale, cinico e privo di morale, per il quale il fine giustificava qualunque mezzo, è stato precursore del genere “nero” (in opposizione al “giallo” dei thriller di allora), un personaggio inizialmente ricalcato sul celeberrimo Fantômas francese, a sua volta ispiratore dalla serie tv Carmen Sandiego, assai meno trasgressiva però. Diabolik è stato trasposto anche in una serie in animazione del 2000, in un paio di videogiochi e in un radio-fumetto. É stato anche oggetto di parodie famose (il Cattivik di Bonvi e il Dorellik di Steno). Il documentario è un prodotto indirizzato al vasto pubblico di appassionati, nostalgici di un’era davvero dell’innocenza, in cui la Chiesa cattolica stilava liste di fumetti consigliati o banditi, e la Legge aveva il buon tempo di occuparsi di un giornalino già preventivamente riservato agli adulti, temendo che potesse minare l’integrità morale delle nuove generazioni. Senza capire che a forza di proibire in ogni più piccola piega dell’immaginario, più forte sarebbe stata la deflagrazione e incontrollabile, come il ’68 avrebbe mostrato. Il documentario sarà nelle sale grazie a Nexo Digital nelle giornate dell’11, 12 e 13 marzo

interessante

7