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Depeche Mode: Spirits in the Forest

Reach Out And Touch Me

Cosa ci unisce, ci accomuna, cosa ci lega, emoziona, ci fa piangere, sorridere e ricordare come nessun altro? La musica, ovviamente. Per parlare dei suoi amici Depeche Mode, il fotografo e regista Anton Corbijn ha scelto un particolare approccio, raccontando cosa significhi per tanti la musica del gruppo che ormai, dopo quasi quarant’anni, si può definire mitico, con un particolare, straordinario impatto negli spettacoli dal vivo. Parte molto di lato la cronaca dell’ultimo concerto del Global Spirit Tour (tre milioni di spettatori nei 115 concerti in giro per il mondo), tenuto nel 2018 allo stadio di Waldbühne a Berlino. Perché inizia raccontandoci, con brevi cenni incrociati, la storia di sei diversi fan, provenienti da paesi lontanissimi (da Mongolia a Romania, da Brasile a Francia), che pur così distanti nello spazio, sono accomunati dalla musica di un gruppo che ha influenzato massicciamente la loro vita. Non sembri un approccio stucchevole perché fa semplicemente da filo conduttore, intrecciandosi alle riprese del concerto che come sempre ha la forza del suo frontman, quel Dave Gahan, che negli anni ha sviluppato col palco e con i suoi fan un rapporto quasi fisico, sempre affiancato dal composto, riservatissimo Martin Gore, il suo esatto, prezioso contraltare. I sei fan hanno avuto vite lontane, agli angoli opposti del pianeta, storie diverse con diversi problemi, di salute, famigliari, politici, eppure per tutti la passione per una musica, quella dei Depeche, ascoltata alla radio, su cassette, su cd o vinile, dal vivo, capendo o non capendo i testi, ha costituito qualcosa di importante. É stata uno scoglio al quale aggrapparsi, un punto da cui ripartire, un trampolino da cui spiccare il volo, uno stimolo a conoscere, aprirsi, connettersi, travalicando nazionalità, lingua, età, sesso. Che vuol dire andare avanti a vivere, sempre, nonostante tutto. Così fra brevi tocchi sulle loro vite (alcune delle quali possono anche far riflettere su come noi occidentali siamo privilegiati nell’accesso al materiale di cui riempire il nostro tempo, le nostre anime), mentre procedono le hit, nuove e vecchie (sì, quelle da tuffo al cuore), mentre tutti ricordiamo e ripensiamo ai tanti anni trascorsi fra un disco e l’altro, fra un concerto e l’altro, il documentario prende la sua forma e arriva al cuore, senza bisogno di altre interviste, di spiegazioni. Emozionante. Difficile per un fan uscire emotivamente indenne dalla combo fra Never Let Me Down e Heroes, in omaggio a Bowie, mentre sul megaschermo sventola un nero vessillo. Sarà nei cinema grazie a Nexo Digital solo il 21 e 22 novembre. Consigliatissimo.

emozionante

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