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Deadpool 2

Demenziale è sempre bello

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Torna (e come dubitarne, a fronte di 58 milioni di spesa ne aveva portati a casa 783) il super eroe più sboccato, scorretto e anticonformista di sempre, quello che è convinto di essere il più cattivo, quello che si rifiuta di fare del bene (anche se in fondo finisce sempre per fare fuori gente cattiva), quello che ammazza quasi più con le parole che con le pistole, perché non sta mai zitto. Deadpool insomma, super eroe portato alla gloria del box office da un film originale come quello del 2016, sospinto invece che penalizzato dal divieto ai minori, che fin dai titoli di testa aveva galvanizzato la platea. Perché di eroi tragici e tormentati ne avevamo già abbastanza e non era sembrato vero di sghignazzare finalmente per un vero bastardo. Anche se manca il dirompente effetto sorpresa del primo episodio, anche questa volta il divertimento è però assicurato fin dalla prima scena. Diciamo poco anche perché è cattiva abitudine delle case di produzione di “bruciare” molte battute e gag già con i troppi teaser/trailer che inondano il web nei mesi precedenti l’uscita. Deadpool, devastato da un lutto personale, dopo qualche pulsione autolesionista si trova a dover combattere per il “lato luminoso della forza”, per salvare un ragazzino mutante dallo spietato cyborg Cable (Josh Brolin), arrivato dal futuro per farlo fuori.
 
Per contrastare il potentissimo avversario Deadpool deve mettere insieme un suo team, anomalo rispetto ad Avengers e X-Men (che qui vengono abbondantemente presi in giro), come anomalo a dir poco è il loro leader. Scopriremo che anche essere davvero fortunati può essere un superpotere. E non è detto che un vero cattivo arrivi da altri mondi, da altri tempi, ne abbiamo in abbondanza anche nei pressi. Combatteranno al suo fianco anche i vecchi compagni Colosso e Testata Mutante Nagasonica e non mancano il mitico tassista indiano, il proprietario del peggior bar della città e la coinquilina cieca. “Spoileriamo” solo che ci sarà spazio per due deliziose gag centrate sull’ossessione di Deadpool nei confronti del suo grande rivale Wolverine. Lo stile narrativo è lo stesso, infatti la sceneggiatura è di nuovo scritta da Rhett Reese e Paul Wernick, ma la regia questa volta è di David Leitch, co-regista di John Wick e regista di Atomica Bionda. Il che garantisce che i combattimenti, gli inseguimenti, le stragi, i duelli, tutta la parte d’azione insomma, siano iperbolici e travolgenti. Le battute di Deadpool e dei co-protagonisti sono sempre spassose e in diverse occasioni anche di più (e Ryan Reynolds, qui anche nelle vesti di co-sceneggiatore e co-produttore, non smette di togliersi sassolini dalle scarpe per quanto riguarda Lanterna Verde). Esilarante l’ossessione per Yentl, il film del 1983 con Barbra Streisand. Due scene nei titoli di coda, niente alla fine ma vale la pena restare seduti per ascoltare il dissacrante coro conclusivo (e come sempre azzeccatissima la scelta delle canzoni aggiunte). Insomma divertimento assicurato, e meno stupido di quanto si possa credere.

Che ve lo dico a fare

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