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Countdown

La santa legge di Darwin

di

Un gruppo di garruli tardo-adolescenti durante una festicciola scopre l’esistenza di un’app che si chiama Countdown, che ti sa dire quanto tempo manca alla tua morte e lietamente la scarica (e ci chiede perché). A qualcuno mancano anni e anni, ad altri solo giorni o addirittura ore, minuti. Ma non ci crede nessuno. Poi iniziano i decessi, che non avvengono nello stile di Final Destination (magari!), perché le vittime vengono prima minacciate da ombre inquietanti e poi sbatacchiate, massacrate da entità misteriose (che somigliano alle vittime precedenti, ma non siamo sicuri vista la velocità dei fotogrammi). Entra in scena la protagonista, Quinn, una giovane, bella ragazza, infermiera, che improvvidamente scarica pure lei l’app e si ritrova nei guai. Ed entra in scena anche il personaggio di un medico, che si capisce subito esperto in abbracci impropri, in subdole molestie da argomento #metoo (e ancora ci si chiede perché). Dopo qualche ambascia, necessaria per fornire alla protagonista un minimo di background, lei e un altro ragazzo anche lui condannato, scoprono che nel codice sorgente del programma ci sono formule in latinorum. Allora entrano in contatto con un prete esperto di cose sataniche. Perché sì, Satana si appoggia anche alle compagnie telefoniche (lo spettatore intanto continua a chiedersi perché), Si procede quindi in atmosfera vagamente esorcizzatoria ma si pasticcia e tanto si sa che il Male è più astuto. Capito però il trucco, Quinn cerca di imbrogliarlo. Ma ci riuscirà? Quasi quasi ci si sente offesi per conto di Satana. Aspettare seduti perché c’è pure una scena post credits. Nel cast di sconosciuti ci si ricorda di Elizabeth Lail, che era protagonista della serie tv You dove già finiva stalkerata, del medico molestatore che è Peter Facinelli e del caratterista P. J. Byrne, che fa un ilare prete. Countdown è un film di totale scemenza, scritto (è questa la responsabilità più grave) da Justin Dec (al suo primo lungometraggio), che anche dirige e quello lo fa senza infamia. Il film però non spaventerebbe un minorenne. Countdown si va a collocare nel filone degli apparecchi domestici posseduti dal Male, dalle videocassette ai computer, dalle macchine fotografiche ai cellulari, sulla tecnologia che ci ammazza. Certo personaggi come quelli di questo genere di film, ci sembrano comunque destinati all’estinzione, vista la limitata attività cerebrale. In ogni modo dalla storia si deduce che sono sacrificabili i terrapiattisti, i negazionisti dell’Olocausto e i molestatori, e qui ci troviamo d’accordo con slancio.

Troppo scemo

5