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Cinquanta sfumature di rosso

I soldi aiutano

di
C’è sempre una Cenerentola che aspetta che il Cavaliere la porti nel suo castello (magari su un jet privato). Non importa se nel castello c’è una stanza segreta chiusa a chiave (basta che non contenga i cadaveri delle precedenti spose). Tanto prima o poi si imparerà ad apprezzare. Alla fine questo è la saga delle Cinquanta sfumature, che improvvidamente nel secondo e terzo capitolo è stata virata sul thriller, con risultati esilaranti a dir poco, indegni di una telenovela anni ’80, pure di serie B. Figurarsi se la trasgressiva (si fa per dire) coppia non finiva per sposarsi, lei pure in bianco. Figurarsi se il viaggio di nozze non era a Parigi e Montecarlo, con contorno di jet, yacht, moto d’acqua, alberghi di lusso, party sontuosi, auto da sogno, spiagge da miliardari. Figurarsi se al ritorno a casa Anastasia non rivendicava il diritto alla sua creativa attività lavorativa, provocando subito nel possessivo consorte qualche muso lungo con conseguenti (anche gradite) sedute di ritorsione nella famosa Camera Rossa. Ma mentre i due piccioncini tubano e si beccano, intorno a loro il mondo cattivo tessere trame risibili, che verranno sgominate dopo qualche passeggero incidente di percorso. Fra cui annoveriamo la difficoltà (velocemente risolta, va detto) di andare a prelevare al volo in banca 5 milioni di dollari con un assegno, in una botta sola. Ma è l’America, bellezza. Sulla coppia più bella del mondo cala la pace famigliare e non resta che preoccuparsi per i futuri discendenti, visti i genitori che si ritroveranno. Come nel film precedente si cercava di vivacizzare l’alternanza fra le scene con sesso e quelle senza con l’inserimento di una ex psicopatica, qui il cattivone è spinto da altri moventi (non spoileriamo, per amordiddio), ma anche lui non ce la farà. L’amore trionfa, figurarsi se poi ci sono anche un sacco di soldi e potere. Ma i due protagonisti in fondo se lo meritano. Lei, oculata ragazza che ha saputo tramutare un contratto a termine di sesso sado-maso in un contratto matrimoniale a vita. Lui che finalmente ha imparato a divertirsi un pochino di più, lasciandosi mettere le mani addosso (e non solo quelle…). Come tradizione, ad ogni scena-madre (di sesso o meno) esplode dallo schermo la solita hit internazionale, accuratamente scelta, che lo spettatore sia ben instradato. Smettiamola pertanto di prendercela con i Vanzina. Non sappiamo i compensi, ma nonostante cifre si suppone ragguardevoli, immaginiamo che forse farla finita sarà un sollievo per Jamie e Dakota, costretti a misurarsi in improbabili scene di torbido (si fa per dire) sesso da un paio di anni. Bravi che non gli è mai scappato da ridere. Fra mega appartamenti e locali di lusso, arredamenti da rivista patinata, ville con piscina sulla costa californiana, auto nuove come piovesse, diamanti come noccioline, abiti e accessori all’altezza, si è consumata una storia che fa molto riflettere, sociologicamente parlando. Cosa sia il sesso più o meno lo sappiamo tutti, su cosa sia l’amore ci interroghiamo ancora in tanti. La furbissima E. L. James ha dato la sua risposta. Noi speriamo tanto che non abbia fatto troppi danni al già minato immaginario femminile. In ogni modo, i produttori di gadget erotici ringraziano sentitamente.
 

un ridere

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