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Capitan America: The Winter Soldier: Recensione

di

L'uomo dietro alla maschera

 

Dopo l'uscita ed il conseguente immenso successo di (vero e proprio film spartiacque che ha segnato l'inizio della nuova fase produttiva della Marvel), tutti i film di supereroi legati all'universo Marvel sono attesi con aspettative ancora maggiori da tutti i fan in giro per il mondo. Il compito dello Studio, infatti, non è certo semplice in quanto è costretto a sfornare pellicole che proteggano ed esaltino le caratteristiche uniche del Main Character e, contemporaneamente, non perdano di vista il fil rouge che lega, indissolubilmente, tutti i protagonisti del mondo Marvel. Operazione, questa, che in Capitan America: The Winter Soldier riesce alla perfezione. Ed il motivo di tale successo è da imputare principalmente ad una sceneggiatura che, intelligentemente, fa in modo che il supereroe dal costume a stelle e strisce non sia l'unico protagonista della scena ma che la divida equamente con la Vedova Nera (la solita, conturbante, Scarlett Johansson), Nick Fury (Samuel L. Jackson) e l'intera storia dello SHIELD.

In questo modo, è l'intero universo Marvel che evolve insieme all'avventura momentanea (non vogliamo svelare nulla a proposito della trama, ma i legami con il primo film e con la tradizione del fumetto sono azzeccati) di Steve Rogers (Chris Evans). Dopo l'ottimo lavoro compiuto con Capitan America: Il primo vendicatore, Joe Johnson passa il testimone a Joe & Anthony Russo, i quali dirigono un film molto divertente che, dopo un'inizio un po' in sordina, riesce a decollare come si deve mantenendo un ritmo serrato fino all'inevitabile finale aperto. Persino le scene d'azione e di combattimento, spesso e volentieri troppo lunghe ed invasive (vedi, solo per fare un esempio, Superman: Man of Steel), risultano misurate e strettamente legate al contesto. Rispetto al film di Johnson, inoltre, questo sequel vede l'aspetto comico-goliardico fortemente ridimensionato ed una caratterizzazione di Capitan America più "asciutta" e, dicono i puristi, fedele allo spirito del personaggio. Anche perché, in questo capitolo di transizione, è il lato umano del supereroe (con i suoi dubbi, problemi e conflitti interiori) ad essere esplorato di più; emblematica, da questo punto di vista, è la scena in cui Rogers abbandona maschera e scudo per affrontare il malvivente "alla pari". Ora non resta che seguire la corrente ed attendere con impazienza The Avengers: Age of Ultron.

Capitano, Mio Capitano!

7