MovieSushi

Brave ragazze

In un mondo di uomini

di

Sarà capitato anche a voi… in un momento di crisi, dopo aver magari perso il lavoro, pagato tasse, multe e balzelli vari, di pensare che una bella rapina in banca risolverebbe molte cose, in una versione ad personam di Robin Hood. Facile da pensare, più difficile da mettere in atto, per fortuna, primo perché si rischia seriamente di finire in galera e poi perché non è affatto così facile come talvolta sembra nei film. E proprio in un film siamo, con Brave ragazze, a Gaeta, negli anni ’80. Quattro amiche cercano faticosamente di sopravvivere a un mondo ingiusto, che se la prende in particolar modo con i soggetti più deboli, le donne in questo caso: Ambra Angolini è mamma single di due piccini avuti con l’uomo sbagliato. Viene licenziata dalla fabbrica e, pur amorosamente sorretta dalla mamma (Sandrelli) proprio non ce la fa a campare. Ilenia Pastorelli è una ragazza gay, mal vista per i suoi atteggiamenti aggressivi e da maschiaccio, che celano tutta la sua solitudine e infelicità; sua sorella, Silvia D’Amico, vorrebbe andare a studiare a Londra, città cosmopolita che le permetterebbe la vita che sogna, lontano dal chiuso paesino in cui è costretta. Intanto sono disoccupate tutte e due. Serena Rossi è sposata con un orrido camionista, che la tratta come una schiava e la pesta come un tappeto. Per tutte l’ostacolo a una vita più serena e soddisfacente è la mancanza assoluta di soldi. Come potrebbero rimediare, se non con una rapina in banca? Folle progetto che però va in porto, nonostante la loro assoluta imbranataggine. Ma a Gaeta è arrivato un nuovo Commissario, il fascinoso Luca Argentero, che dietro i baffoni alla Maigret, suo idolo, nasconde un cervello pensante. E per fortuna anche un cuore. La regista, Michela Andreozzi, si ritaglia una particina buffa. Brave ragazze, ispirato a una vicenda avvenuta realmente in Francia negli anni ‘80, con un gruppetto di rapinatrici battezzate la Banda delle avignonesi, è una commedia che stenta un po’ a prendere l’avvio, non convince molto negli eccessi grotteschi dei colpi portati a segno dall’improbabile banda, eppure non dispiace del tutto, per la tenerezza che suscita qualche personaggio, nella sua disperazione umanamente condivisibile. Si sarebbe potuto sforbiciare un po’, perché il film dura 104 minuti e un po’ si avverte. La storia, quella vera e questa finta, ricorda la bella serie tv Good Girls, che consigliamo a chi volesse a “approfondire” l’argomento (evitando di farsi venire idee sbagliate). Le quattro amiche Brave ragazza in fondo lo sono davvero, ma lasciate sole e disarmate contro la durezza del mondo. Non vorrebbero altro che lavoro, amore, famiglia, possibilità insomma, il che rende il film attuale senza voler essere manifesto politico/femminista.

Non spiacevole

6