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Blair Witch: Recensione

di

 

Vieni, c'è una casa nel bosco

Si deve essere annoiata la strega del bosco vicino alla cittadina di Burkittsville, nel verde Maryland, un tempo denominata Blair, in questi ultimi vent'anni. Chi infatti si è più avventurato nella foresta da cui erano stati inghiottiti gli sciagurati ragazzi del film del 1999 (tralasciamo il sequel dell'anno dopo)? Finalmente arriva carne fresca, perché nella zona arrivano altri ragazzi e uno è James, il fratello di Heather, scomparsa allora, che ancora si illude di ritrovarla in vita.

E le forze del Male si sfregano le mani (o qualunque cosa abbiano da sfregarsi). Illuso da un filmato messo su youtube da un ragazzo della zona, James torna nella nefasta foresta per effettuare nuove ricerche con l'ausilio di tecnologie ancora più agili e affidabili (ma le torce si spengono sempre, vai a capire), insieme alla sua ragazza e a una coppia di amici. I personaggi sono poco approfonditi ma ugualmente poco simpatici, e pure i due "locali" che si uniscono alla comitiva non brillano per nessuna qualità. Dopo una lunga marcia, dopo un paio di accampamenti, cominciano i problemi, gli incidenti, le liti, le sparizioni. Una notte senza fine li avvolgerà, arriverà mai qualcuno a riveder le stelle? Il nuovo trattamento della vecchia storia usa ancora la tecnica del Found Footage, oggi del tutto priva della carica dirompente degli esordi, tecnica che personalmente non ci annovera fra i sostenitori, perché ci infastidiscono le riprese sballonzolanti, la cinepresa sempre in brusco movimento, tanti fuori fuoco, accensioni e spegnimenti continui e cambi di prospettiva (perché qui le telecamere sono plurime), fasulle scariche di elettricità e disturbi vari di ripresa audio/video. Nei momenti topici di panico è una confusione totale, certo per far condividere lo sgomento e il terrore dei protagonisti, per non far capire allo spettatore ciò che neppure i protagonisti comprendono, ma nel complesso il tutto è sempre fastidioso e lo spavento latita, tranne  che in qualche momento nel finale. Ma è tutto scontato, tutto prevedibile, mentre i protagonisti si avviano al loro percorso prestabilito, come non fossero già edotti dai rischi insiti nell'impresa. E invece gli sciocchini sghignazzano.  Certe ingenuità non si possono più perdonare, anche con tutta la più buona volontà. Il Blair Witch del 2016 avrebbe potuto essere un accettabile medio-horror a basso costo, se non fosse che manca totalmente di ogni originalità, e allora perché? Inutile chiamarlo sequel, sembra semplicemente un remake privo dell'originalità del precursore.

 

 

 

mai andare nel bosco di sera

5