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Belle Epoque

Un Maggio francese

di

Vi piacciono le commedie classicamente francesi, che con dialoghi brillanti rileggono le storie delle nostre vite, quelle romantiche, quelle malinconiche, ma sempre con un sorriso sulle labbra? E vi piacciono le storie definite “meta cinematografiche”, dove la trama “reale” che già è però finzione, si mischia con narrazioni dentro altre narrazioni, in un elegante gioco di scatole cinesi? Adorate i cast ricchi di attori noti e notissimi, di infiniti bravissimi comprimari, in cui tutti recitano a un livello da Oscar? E, soprattutto, vi è piaciuto Westworld? Belle epoque vi delizierà. Raccontare la trama è difficile e ingiusto, perché toglierebbe la sorpresa. Il film, scritto e diretto da Nicola Bedos (consigliamo il recupero della sua regia precedente, Un amore sopra le righe), sembra narrare una storia di delusioni, di vecchiaia, di esclusione, la fine del grande amore di Victor (Daniel Auteuil), anziano disegnatore messo da parte dalla nostra era digitale, che rifiuta ostilmente la “modernità”, che è riuscito a respingere una volta di troppo l’esasperata ma effettivamente caratteriale consorte, l’ancora bellissima Marianne (Fanny Ardant), psicanalista politicamente scorretta, che ha intrecciato per esasperazione una relazione con il migliore amico di Victor. Che però l’ama dai lontani anni ’70 e questi anni vuole rivivere, precisamente il 16 maggio 1974, il momento fatale in cui in un caffè di Lione, aveva incontrato quella scatenata ragazza che sarebbe diventata la compagna della sua vita. A mettere in scena la complessa illusione è la Time Traveller, agenzia governata dal dispotico regista Antoine (Gullaume Canet), troppo innamorato della sua prima attrice, la bella e recalcitrante Margot (Doria Tillier), che “interpreterà” Marianne nella finzione. Grazie alla maniacale ricostruzione messa in scena dalla sua agenzia si può rivivere la Storia, ci si può togliere lo sfizio di chiacchierare al bar con Hemingway, fare una riunione con Hitler, partecipare a una cena fra ricchi aristocratici pre-ghigliottina. Quindi si può rivivere anche la propria storia con la minuscola, in base alle proprie indicazioni, che per Victor che sono i suoi bellissimi bozzetti. E così noi conosceremo il passato dei due personaggi principali, non attraverso i soliti flashback, ma proprio rivivendoli nella puntuale messa in scena, in un viaggio dei ricordi che dal passato porterà a nuovi sviluppi nel futuro. Questo percorso però non sarà piatta riproposizione di quanto accaduto, perché la personalità di Victor, di Marianne ma anche di Margot, a causa della sua turbolenta relazione con il suo regista, prenderà il sopravvento, facevo virare la costruzione. O era già tutto previsto? Può un regista e sceneggiatore pensare di essere dio? E anche un attore, può aiutare la sua stessa vita vera recitando quelle finte dei suoi personaggi? La Belle Epoque è un film bellissimo perché ha tanti livelli di lettura, tante storie in una e tutto è messo in scena con un ritmo lieve e incalzante e dialoghi brillantissimi, recitato da un cast in stato di grazia. Nicolas Bedos, nella vita compagno di Doria Tillier, al suo secondo film insieme, si conferma appassionato al tema del tempo che passa, a quello che fa a noi, ai nostri caratteri, ai nostri amori, senza dimenticare di porre la giusta distanza dalla nostalgia, che vela i difetti del tempo andato, dove forse non tutto era così idilliaco come lo ricordiamo. Ma ricordiamo, rimpiangiamo, nel bene e nel male, guai non fosse così. Bellissimo sarebbe tornare indietro e poter correggere, bellissimo esistesse davvero la Time Traveller.

imperdibile

8