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Attacco a Mumbai

La forza del Male

di

Il 26 novembre 2008 un commando di almeno 16 uomini, tutti di umilissime origini e ciecamente indottrinati, tutti attentatori suicidi di origine pakistana, si è scatenato nella città di Mumbai (Bombay), suddividendosi su 12 diversi bersagli. Città davvero sfortunata, già presa di mira nel 1993, con un bilancio di 257 morti e 717 feriti e anche più di recente nel 2011. Anche allora è stata una vera è propria mattanza, quasi 200 morti e più di 300 feriti, a cominciare dal primo attacco alla stazione ferroviaria in poi, passando per vari alberghi e locali frequentati da turisti stranieri, che mediaticamente ha trovato il suo top nell’occupazione dell’hotel di lusso Taj Mahal. Dove dopo l’irruzione, alcuni attentatori si sono potuti prendere il lusso di ammazzare poco alla volta almeno 100 persone, di cui la metà appartenente allo staff. Tutto questo è avvenuto nell’arco di troppe ore, incredibilmente, perché per fronteggiare un simile attacco a Mumbai erano stati schierati solo poliziotti senza particolare esperienza, in attesa dei corpi speciali che però arrivando da Nuova Dehli, hanno ritardato l’intervento di una giornata abbondante. Al Taj Mahal occupato dalle ore 22 del 26 sono arrivati al mattino del 29, dopo 60 ore. Nemmeno l’esercito era stato autorizzato a fare irruzione, mentre stanza dopo stanza tranquillamente i terroristi scovavano e ammazzavano chi trovassero. Intanto altri riuscivano a nascondersi o fuggire da uscire laterali, spesso solo grazie al personale rimasto per aiutare i clienti. Intanto i terroristi appiccavano incendi e facevano esplodere granate all’interno dell’hotel. Il film ricostruisce gli eventi con discreta fedeltà, romanzando al minimo contrattuale le storie personali di alcuni ostaggi, alcuni finiti bene, altri no, con l’inevitabile retorica di genere (ma cosa ne sappiamo di cosa tirino fuori le persone in quelle circostanze, tutto il meglio, tutto il peggio). Nel cast troviamo divi come Armie Hammer, Dev Patel, Jason Isaacs e facce notissime anche da serie tv come Nazanin Boniadi, Anupam Kher. Attacco a Mumbai, scritto e diretto dal poco noto Anthony Maras, racconta fatti che percepiamo come davvero spaventosi perché si possono ripetere dovunque e comunque, dato il modo di procedere dei terroristi. Lo fa con una buona costruzione della suspense, alternando con spezzoni veri che ne certificano l’aderenza alla realtà, generando una certa tensione, un certo pessimismo complessivo. Certo a tratti le meccaniche sembrano quelle di un disaster movie, ma in effetti, quale maggiore disastro di un gruppo di assassini fanatici liberi di agire in un enorme hotel? Le nostre sorti sono davvero sulle ginocchia degli dei. Peccato che spesso questi dei siano invocati a sproposito, come dimostrano anche i tragici fatti avvenuti nei giorni scorsi in Sri Lanka, per cui mentre i telegiornali trasmettevano le immagini delle stragi, capitava di imbattersi nei trailer promozionali di questo film, traendone motivo di ulteriori riflessioni.

coinvolgente

7