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Army of Thieves

L’uomo che sussurrava alle casseforti

di

In Army of the Dead, film scritto e diretto da Zack Snyder, aveva fatto simpatia il biondo scassinatore tedesco, il personaggio più “normale” del gruppetto di rapinatori che facevano irruzione in una Las Vegas infestata da zombi ferocissimi. E sappiamo tutti come è andata a finire. Lo ritroviamo adesso protagonista di un film a lui dedicato, un prequel ambientato sei anni prima. Il mite bancario Sebastian (cognome impronunciabile), dalla solitaria e sconsolante routine, sfoga la sua passione per l’argomento facendo filmati che posta su Youtube e che nessuno guarda. Lui ha un orecchio speciale, capace di decifrare i celestiali tintinnii degli ingranaggi che si allineano in qualunque cassaforte. Come in un’antica fiaba, apprendiamo la leggenda del costruttore Hans Wagner, un valente artigiano che dopo un tragico lutto aveva creato quattro casseforti ispirate a L’anello del Nibelungo, la saga musicale composta dal grande musicista omonimo Richard Wagner, chiamate L’oro del Reno, Valchiria, Sigfrido e Crepuscolo degli Dei, ciascun meccanismo legato alla relativa composizione. Solo chi ne sarà degno le potrà aprire, se forzate bruceranno il contenuto e si bloccheranno per sempre. Un giorno una fascinosa ragazza lo contatta e lo trascina in un’avventura emozionante. Inseguire per il mondo le prime tre casseforti, che sono a Londra, Praga e St Moritz e aprirle, quasi più per il piacere di farlo, per la sfida che implica, che i soldi che contengono. Intanto un Ispettore dell’Interpol, ossessionato anche lui dalle casseforti, incalza la banda, costantemente beffato. Ma dove si trova la quarta cassaforte, la più difficile da aprire, la mitica Götterdämmerung? Ma a Las Vegas, ovviamente, dove sta dilagando una preoccupante epidemia che trasforma le persone in zombi famelici, come si può vedere sugli schermi dei televisori, che trasmettono preoccupati notiziari, epidemia che in Europa non è ancora arrivata. E dove noi sappiamo che Sebastian andrà incontro al suo destino, come si vede anche nella scena sui titoli di coda. Sebastian, che ha assunto il nome di Ludwig Dieter, sarà costretto a uscire dal suo guscio di nerd solitario, osando l’inosabile e non solo in quanto all’apertura dei diabolici congegni, nonostante sia assillato da sogni premonitori, dove è incalzato da orge di zombie famelici. Ma chi si aspettasse che gli zombie facciano irruzione sulla scena, andrebbe deluso, perché Army of Thieves è un semplice Heist Movie, quanto a trama non particolarmente appassionante, che si regge sulla simpatia di un personaggio ben scritto, il nostro ansioso scassinatore Sebastian/Ludwig, interpretato da Matthias Schweighöfer, che anche dirige il film, a sua volta simpatico pure lui, capace di far provare tenerezza per il suo personaggio, così privo di fiducia in se stesso, con i limpidi occhi azzurri, il buffo ciuffo di riccioli e gli urletti in falsetto quando si spaventa. I complici della rapina sono dimenticabili, compreso il muscoloso e sgradevole Stuart Martin, che era Lorenzo nella serie tv I Medici. Il francese Jonathan Cohen è l’inetto ispettore, lo ricordiamo nella serie comica Altro che caffè, distribuita da Netflix. La bella Gwendoline, che lo trascina nell’avventura perché gli ha fatto battere il cuore, è Nathalie Emmanuel, che era la sventurata Missandei di Game of Thrones, vista anche nella saga Fast & Furious. Army of Thieves, con quell’assonanza nel titolo e che è visibile su Netflix, trarrà sicuramente vantaggio dall’essere collegata allo zombie-Snyder Universe. Diversamente crediamo si sarebbe persa in mezzo alla programmazione, che promuove titoli in continuazione, rendendo ardua la visibilità per molti film.

piacevole

7