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Ant Man and the Wasp

Ma quantum ti amo?

di

Avevamo lasciato Scott tre anni fa, ritrovandolo l’anno successivo coinvolto in Civil War. A seguito di quei fatti è ai domiciliari da due anni e sta per finire la sua pena. Ma quando mancano proprio appena tre giorni alla libertà dalla cavigliera elettronica, il suo passato lo riacciuffa e ributta in un vortice di avventure. Non stiamo a dettagliare la trama, diremo solo che vede di nuovo in primissimo piano il mitico Dottor Pym (Douglas) e la sua inarrestabile figlia Hope (Lilly), qui detta Wasp perché dotata di ali, un cattivo di spessore affidato a Walton Goggins, una cattiva misteriosa detta Ghost (Hanna John-Kamen) e il vecchio amico/rivale Dottor Foster (Laurence Fishburne), che si scontreranno/incroceranno nel corso di un complesso progetto che prevede un viaggio nell’universo quantico, dove da qualche parte si aggira da 30 anni l’amata Signora Pym (Pfeiffer). Intanto Scott deve schivare quegli ottusi dell’FBI, gestire la sua adorabile bambina, non scontentare i suoi scombinati soci (torna anche Michael Peña con le sue spassose narrazioni prese assai alla larga) e restare a piede libero. Azione a rotta di collo, humor in abbondanza (ma mai eccessivo), buoni sentimenti mai troppo smielati, cameo più spassoso del solito per il grande Stan. I rimpicciolimenti e gli ingrandimenti sono sempre più fulminei e travolgenti, spettacolari e divertenti durante inseguimenti in auto e combattimenti corpo a corpo, l’enorme palazzo del laboratorio di Pym viene rimpicciolito alle dimensioni di un trolley e cambia mano un’infinità di volte, anche mentre al suo interno c’è il Dottore che si è fatto sparare nell’universo quantistico per ritrovare l’amata moglie. Ma tutti hanno in mente i propri affetti, Scott ama Hope e vuole moltissimo bene alla sua bambina, per cui non può certo farsi beccare e passare 20 anni in galera (così gli ha promesso l’FBI); anche la sua ex moglie e il suo attuale compagno sono affezionati a Scott, Pym e la moglie si amano nonostante anni di lontananza, e anche il nuovo personaggio di Foster è protettivo nei confronti della sventurata Ava/Ghost. Film di sentimenti quindi, dove il cattivo è un autoironico Walton Goggins e i veri cattivi sono i gabbiani che si pappano le formiche. Al lavoro sulla sceneggiatura, oltre allo stesso protagonista Paul Rudd, gente varia, un paio si sono fatti le ossa nelle serie tv, grandissima scuola in cui il cinema pesca sempre più spesso. Dirige nuovamente Peyton Reed, alla fotografia il nostro mitico Dante Spinotti. Rudd, faccetta bellina ma non molto significativa, cui gli anni hanno fatto solo bene, ha svoltato una carriera da belloccetto imbranato o strafatto in film da giro di indipendenti, poi sotto l’ala di Judd Apatow (firmando anche qualche sceneggiatura), giro che gli ha permesso di farsi conoscere ma in prodotti mai alle vette del box office. Ad un certo punto deve avere cambiato agente e averne assunto uno con i contro-attributi. Scena che farà saltare sulla poltrona a metà titoli di coda, scenetta buffa alla fine.

divertente

7