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Alpha Un’amicizia forte come la vita

Lupi che corrono con gli uomini

di

C’era una volta, tanto tanto tempo fa…. Tanto davvero perché siamo 20.000 anni fa, nel paleolitico superiore, in qualche landa europea. Gli uomini vivono in tribù, si esprimono in un’incomprensibile parlata preistorica (sottotitolata), hanno lance, hanno fuoco, sono cacciatori per sostentarsi. Il mondo intorno a loro è un Eden incontaminato, cieli che sono un tetto di stelle, sterminate praterie ricche di selvaggina, acqua in abbondanza, ma durissime condizioni per sopravvivere e i pochi esemplari umani che ce la fanno devono essere capaci di adattarsi alle dure leggi della natura. Solo i forti ci riescono, in una spietata selezione naturale. Forte non sembra Kedi, figlio di un capo tribù, più dotato per la riflessione che per la caccia, che ha il delicato, strano viso di Kodi Smit-McPhee. Costretto dalle regole del gruppo, il padre lo porta a una battuta di caccia collettiva, in cui recuperare cibo per nutrire la tribù nei mesi a venire. Ma qualcosa non va per il verso giusto e Kedi viene creduto morto e abbandonato. Così però non è e per il ragazzo sarà l’inizio del più duro viaggio iniziatico immaginabile. Incapace di uccidere, non finisce un lupo che lo ha aggredito, anzi lo cura e stabilisce con lui un legame mai prima sperimentato. Entrambi abbandonati dal branco, si sosterranno a vicenda lungo il ritorno. Terrorizzata dall’immenso mistero che lo circonda, da cui in ogni istante può scaturire qualcosa di letale (animale o fenomeno naturale), Kedi trova conforto nell’animale e anche il lupo apprezza questo ragazzo gentile e goffo, caccia per lui e poi insieme poi cacceranno, in un’alleanza nuova, rischiando entrambi la vita l’uno per l’altro. Nuoce alla riuscita del film il tono monocorde della narrazione, che non si ravviva nemmeno nelle periodiche sventure in cui il ragazzo incappa nel suo tormentato viaggio verso casa. Può interessare i più giovani come narrazione del primo approccio fra uomo e lupo, che sarebbe diventato nei secoli il suo migliore amico e collaboratore, un’amicizia fra essere umano e animale che trascende l’immediata, diretta utilità. Da un ritrovamento avvenuto in Germania, sembra che realmente le prime tracce certe di un rapporto affettivo con i cani, che superi l’aiuto nella caccia, la guardia del territorio e la sorveglianza delle greggi, risalgano a circa 15.000 anni fa. Stupendi i panorami dei luoghi dove il film è stato girato, deserto del Mojave e Columbia Britannica, con panorami anche islandesi. Dirige Albert Hughes (La vera storia di Jack lo Squartatore, Codice Genesi) con un massiccio uso di CG per i panorami e gli animali (ma il lupo è vero nella maggior parte delle scene), aiutato dalla bella fotografia di Martin Gschlacht che rende alcuni fotogrammi, quasi “frizzati” in un super slow motion (stile 300), simili a disegni di una graphic novel, e lo diciamo in senso positivo.

poco appassionante

6