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After

Il prima e il dopo

di

Lei è bella, assennata, studiosa, obbediente, fidanzata con l’amichetto dell’infanzia, che le dà solo certezze. Lui è bello, ribelle, cupo, tormentato, ma sa a memoria romanzi e poesie e non dà nessuna certezza. Anzi, rappresenta una sfida (il peggiore degli scenari). Si incontrano al college, si attraggono, si respingono e poi cadono innamoratissimi, preda di totalizzante passione. Subentra il solito momento negativo, vanno in crisi, si lasciano. Possibile mai?? Certo è che “dopo” nulla sarà più come “prima”. Indirizzato a un pubblico di adolescenti, in realtà adatto a seienni che credono nel principe azzurro, però di carattere difficile, stile “io ti cambierò”, After è tratto dal libro di Anna Todd autrice di una serie di bestseller composti con il bilancino. In origine era una fan fiction sugli One Direction. Il libro rappresenta un vero e proprio caso “editoriale”, in quanto scritto appositamente per incontrare i favori di un certo pubblico, pubblicato come gli altri su Wattpad, sito assai popolare di condivisione di storie scritte da aspiranti scrittori che così si possono “auto-pubblicare”. After si era imposto totalizzando 5 milioni di commenti, 11 milioni di like e un miliardo di lettori online. Ci fidiamo degli uffici stampa. Non vogliamo essere tacciati di estrema crudeltà mentale se si arriva alla conclusione del film desiderosi di sangue, di una tragedia vera che renda più accettabile il mieloso plot, dopo aver vinto i numerosi colpi di sonno durante la soporifera visione (sporifera perché nella scontatissima trama si intuisce fin dall’inizio ogni passaggio). Il film non dovrebbe infastidire troppo, con una confezione curata e due bei protagonisti (lui è Hero Fiennes Tiffin, della nobile dinastia di attori, lei Josephine Langford, sorella somigliantissima di Katherine, protagonista della serie tv Tredici), migliori della storia che interpretano. Invece infastidisce e parecchio, a causa della scrittura di personaggi ricorrenti nelle storie di questa ambientazione, visti troppe volte, e irrita perché anche l’ultima delle serie tv riesce ormai a vivacizzare in qualche modo tipologie di personaggi e di situazioni, proprio giocando con il genere. Qui non ci si prova nemmeno. Resta diseducativo perché il protagonista comunque ha un pessimo carattere e alimenta la storica visione della fidanzata infermierina, quella che poi lo salverà. Che in fondo è lo stesso percorso compiuto nel film italiano Ricordi? migliore certo di questo, per recitazione e regia, ma il discorso resta. E sarebbe ora di cambiarlo.

noiosissmo

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