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10 giorni senza mamma

Medioman e la famiglia

di

Carlo (Fabio De Luigi) e Giulia (Valentina Lodovini) sono una coppia media. Medio borghese quanto a reddito, mediamente felice nelle complicazioni del menage famigliare, con tre figli medi, nel senso che sono tre tipici esemplari delle rispettive età: la piccolina Bianca sta imparando a parlare e Carlo non capisce cosa lei dica, Tito sui 10 anni è insopportabilmente provocatorio e Carlo non riesce a manovrarlo, Camilla è un’adolescente insopportabile con cui Carlo non riesce a comunicare. Anche sul lavoro ci sono problemi, perché nell’azienda in cui Carlo è direttore delle famigerate risorse (in)umane, è arrivato uno squalo affamato di carriera, che si sta intortando il padre-padrone della ditta (Antonio Catania), tycoon dal cinismo illimitato. Arriva il momento in cui Giulia, che ha smesso di lavorare per mandare avanti la famiglia, si sente troppo sottovalutata dal marito e decide di prendersi dieci giorni di vacanza. Intendiamoci, Carlo non è un bieco maschilista e nemmeno un vero bamboccione viziato. Ha commesso l’errore di dare certe cose per scontate, in famiglia e al lavoro. Quando si trova costretto a ricoprire un ruolo che gli è ignoto, farà tante scoperte che si rifletteranno anche sulla vita professionale e qualcosa cambierà. Niente di nuovo, sembrerebbe, leggendo la storia, di maschi folgorati sulla Via di Damasco da varie prese di coscienza è piena la storia del cinema. La piacevole sorpresa è che qui il tono è finalmente sobrio (verrebbe da dire “medio” pure lui), le battute ci sono e fanno sorridere senza bisogno di situazioni estreme, di personaggi esagitati. E il padre di famiglia è vittima di se stesso ma anche del Sistema circostante, fra colf difficili da trovare, scuole che scioperano, chat asfissianti di mamme e maestre, colleghi rampanti e capi carogna. E un mondo del lavoro sempre più inumano. E i figli, viziati certo, sempre a sfidare e giudicare, insofferenti a ogni tentativo di dialogo. Così finalmente Fabio De Luigi non ha bisogno di “fare le facce” per fare ridere e riesce a dimostrare che si ricorda come si fa a recitare, sulla falsariga di una sceneggiatura che gliene offre l’occasione (è già stato con il regista Alessandro Genovesi in due film, Il peggior Natale della mia vita e La peggiore settimana della mia vita). Come sempre sublime Antonio Catania. Valentina Lodovini è una bella mamma, affettuosa ed efficiente, che offrirà la via di fuga a una situazione insostenibile. Una rivelazione la piccolissima Bianca Usai, figlia del produttore della Colorado Film, che recita meglio di tutti, senza sapere che lo sta facendo, data la sua tenerissima età. La storia è tratta dalla commedia argentina Mama se fue de viaje e riscritta dallo stesso regista Alessandro Genovesi insieme a Giovanni Bognetti. Forse se ne farà anche un remake negli USA. Non date retta alle polemiche pseudo-femministe/social sul poster, il film non è un pamphlet sulla liberazione delle donne, è un piccolo film che invita carinamente a uscire dagli schemi, nei limiti dell’umanamente possibile.

Piacevole

7